MeltedMan – MUSICA CELESTIALE

 

Ho passato tanti anni a correggermi.
Grazie a Martina ora sono un uomo. Di sicuro non bevo, non fumo, non bestemmio.
Adesso sono in equilibrio. Ho imparato che esiste un ordine ben definito ed io
ne faccio parte. Ed anche Pino ne fa parte. Pino è l’addetto al martello
pneumatico. Inizialmente prima di salire in ufficio, lo salutavo
distrattamente. Ora mi sveglio un’ora prima la mattina, cosi posso portargli il
caffè appena arriva. Alle 8:00 in punto gli do il buongiorno, porgo il caffè e
mi godo l’accensione di quel meraviglioso attrezzo dispensatore di musica
celestiale. Appena il motore del martello parte mi avvio verso l’entrata del
palazzo, mi infilo nell’ascensore e raggiungo il secondo piano. Entro nel mio
ufficio e ripenso sempre al primo giorno, giorno in cui aggiunsi quel tassello
fondamentale alla mia vita. Quel giorno in cui spalancai la finestra e ci
avvicinai la mia scrivania in radica di noce. Capii che mentre Pino devastava
la strada io riuscivo a lavorare meglio, in modo proficuo, riuscivo a mantenere
la concentrazione, a non fare mai un errore.

In un solo mese era stato promosso
direttore responsabile delle vendite in una ditta di pannelli fonoassorbenti.
Certo, la segretaria si doveva sgolare quando mi parlava, ma si era abituata.
Non era sicuramente in equilibrio, sapevo che non apprezzava quella sfilza di
note armoniose che provenivano dalla strada, forse un giorno avrebbe capito e
allora anche lei avrebbe buttato nell’immondizia la sua collezione di musica
classica. Confesso che vivevo quel momento felice della mia carriera con un
certo timore: che tutto sarebbe finito un giorno o l’altro. Che Pino avrebbe
abbandonato quella strada. Essere abbandonato a un insopportabile e
interminabile silenzio, era questo il mio incubo. Cosa che avvenne il 15 luglio
del 2008 alle 8:00 in punto.

Ero davanti all’entrata del palazzo col caffè in
mano ma Pino non c’era. Vagai per la città in preda alla disperazione, sudavo
freddo le mani mi tremavano. Ritornai in me soltanto davanti l’insegna della
ferramenta Trecchiodi.

“Cos’è quel pacco?”.

“Il più potente Martina, il più potente”
le dissi mentre imboccavo il corridoio di casa.

Seduto sul tappeto del mio salotto,
felice come un bambino con il giocattolo nuovo, spacchettai il martello pneumatico
Brutus 800. Non importa che io abbia distrutto la mia casa, né che il dottore
mi abbia comunicato che rimarrò sordo. L’importante è che io sia in equilibrio
nonostante abbia sfiorato il declino perché quella musica celestiale sarà
dentro di me per sempre.

 

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